Piazza Affari chiude in calo dell’1,87%
Dopo il vertice di Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping, gli investitori hanno registrato l’assenza di progressi significativi riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz. Il prezzo del petrolio Brent ha superato i 109 dollari al barile, alimentando preoccupazioni per l’inflazione. Di conseguenza, le banche centrali potrebbero essere costrette ad aumentare i tassi d’interesse, con un conseguente incremento dei rendimenti dei titoli di Stato a livello globale: il Btp italiano ha visto un aumento di 15 punti base, mentre il Gilt britannico è salito di 16 punti, in parte a causa dell’instabilità del governo di Keir Starmer. Anche Germania, Stati Uniti e Giappone hanno registrato aumenti di circa 10 punti.
Le borse hanno risentito di queste dinamiche, con l’indice Ftse Mib di Milano che ha chiuso a -1,87%, perdendo quasi mille punti dopo aver toccato un massimo storico poco sopra i 50mila. Anche Francoforte ha registrato un calo superiore al 2%, mentre Londra e Parigi hanno visto diminuzioni simili. Negativi anche gli indici statunitensi, in particolare il Nasdaq, che ha subito un impatto negativo a partire dall’Asia, con Seul che ha perso il 6%.
A Piazza Affari, Stellantis ha visto un ribasso del 3,5% dopo l’annuncio di un accordo con la cinese Dongfeng per la produzione di auto Peugeot e Jeep in Cina, sollevando dubbi sulle prospettive del gruppo. Stmicroelectronics ha subito prese di profitto dopo recenti rialzi, mentre Avio ha registrato un rimbalzo dopo un inizio settimana difficile.
