Ospedale di Sciacca, Brucculeri e Blò replicano all’ASP: «Servono atti e tempi certi per la direzione di Medicina»

Nuovo intervento dei consiglieri comunali di Sciacca Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, del Movimento ControSistema / Sud Chiama Nord, sulla situazione dell’Unità Operativa Complessa di Medicina interna dell’ospedale Giovanni Paolo II. Con una nota datata 15 ottobre 2026, i due consiglieri replicano alla risposta dell’ASP di Agrigento del giorno precedente, confermano integralmente l’esposto già presentato e chiedono la trasmissione di una serie di documenti, oltre a un cronoprogramma per la copertura stabile della direzione del reparto.
La comunicazione è stata trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Sciacca e alla Procura regionale della Corte dei conti, per il tramite della Guardia di Finanza, quale integrazione dell’esposto del 14 ottobre.
Al centro della contestazione resta la gestione della struttura ospedaliera, attualmente affidata, secondo quanto riportato nella documentazione, a un responsabile medico facente funzioni attraverso provvedimenti di reggenza temporanea.
I consiglieri prendono atto della risposta dell’ASP, firmata dal commissario straordinario Alessandro Delle Donne, dalla direttrice amministrativa Ersilia Riggi e dal direttore sanitario Raffaele Elia, ma ritengono che il documento non chiarisca diversi aspetti sollevati nell’esposto.
In particolare, secondo Brucculeri e Blò, la nota aziendale confermerebbe che la struttura non dispone ancora di una direzione universitaria stabilmente coperta. L’ASP ha infatti richiamato una comunicazione del rettore dell’Università di Palermo, datata 10 agosto 2026, relativa all'accordo sulla procedura per il conferimento degli incarichi di direzione delle strutture complesse a direzione universitaria.
Per i due consiglieri, tale circostanza dimostrerebbe che l'iter per individuare il direttore si trova ancora in una fase preliminare, dovendo passare attraverso la definizione del fabbisogno e la pubblicazione del bando, senza che siano stati indicati tempi precisi per il completamento della procedura.
Un ulteriore interrogativo riguarda la posizione del docente universitario precedentemente indicato come titolare della direzione. Secondo i firmatari, occorre chiarire se l'incarico sia effettivamente vacante oppure se il docente risulti ancora formalmente titolare. Nel primo caso, sostengono, sarebbe necessario verificare il rispetto dei limiti contrattuali previsti per gli incarichi di facente funzioni, indicati in nove mesi prorogabili di ulteriori nove. Nel secondo, andrebbero chiarite le ragioni dell'eventuale assenza del titolare dal presidio ospedaliero.
I consiglieri evidenziano inoltre che la risposta dell'ASP non avrebbe fornito chiarimenti sulla presenza effettiva del direttore universitario dal 2019, sulla durata e sulle proroghe degli incarichi temporanei, sulle indennità di sostituzione e sugli eventuali trattamenti economici aggiuntivi previsti dalla convenzione con l'Università. Resterebbero inoltre senza risposta, secondo i firmatari, le questioni relative ai posti di isolamento e ai quattro punti contenuti nella precedente diffida.
La replica affronta anche le osservazioni dell'Azienda sul presunto procurato allarme e sulla strumentalizzazione della vicenda. Brucculeri e Blò rivendicano il diritto, oltre che la funzione istituzionale, di segnalare alle autorità competenti circostanze ritenute meritevoli di verifica, precisando che le questioni non documentate sono state sottoposte come richieste di accertamento.
Sul piano amministrativo, i consiglieri chiedono copia degli atti relativi ai rapporti tra ASP e Università di Palermo, compresi l'accordo sulle procedure di nomina, le comunicazioni intercorse tra i due enti e il protocollo d'intesa regionale.
Viene inoltre richiesto un cronoprogramma dettagliato per la nomina del direttore universitario, con l'indicazione della data prevista per il bando, dei tempi di presa di servizio e della soluzione organizzativa adottata nel frattempo. I firmatari chiedono anche di conoscere il nominativo del medico che attualmente esercita le funzioni di direzione e il relativo provvedimento di incarico.
Particolare attenzione viene riservata agli aspetti economici. I consiglieri reiterano infatti l'istanza di accesso civico per ottenere i prospetti delle indennità corrisposte ai medici facenti funzioni e delle somme eventualmente versate all'Università o al docente universitario in esecuzione della convenzione, con riferimento al periodo compreso tra il 2019 e oggi.
Tra i documenti richiesti figurano anche gli atti di conferimento e proroga degli incarichi, le verifiche effettuate sulla presenza del docente universitario presso l'ospedale di Sciacca e l'eventuale provvedimento relativo al mancato rinnovo dell'ultimo incarico di facente funzioni, circostanza riferita dalla stampa locale il 13 ottobre.
Il termine indicato dai consiglieri per il riscontro all'istanza di accesso civico è il 13 novembre 2026. In caso di mancata risposta o di diniego non adeguatamente motivato, Brucculeri e Blò si riservano di chiedere il riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza.
Resta inoltre confermata la diffida del 14 ottobre, con il relativo termine di 30 giorni ancora in corso. I due consiglieri precisano che la richiesta non riguarda la risoluzione dell'intero protocollo d'intesa regionale, ma l'eventuale presa d'atto di un inadempimento della convenzione e la sua risoluzione limitatamente all'Unità Operativa Complessa di Medicina di Sciacca.
La documentazione integrativa è stata inviata alle autorità giudiziarie e contabili competenti, mentre i firmatari restano in attesa di risposte puntuali da parte dell'ASP sulle questioni sollevate.
