Omicidio De Luca. “L’ho ucciso da solo”: resta in carcere il 16enne reo confesso

Il sedicenne che ha confessato l’omicidio dell’infermiere in pensione Pietro De Luca ha ribadito la sua versione dei fatti davanti al giudice per le indagini preliminari, Alessandra Puglisi. Il giovane ha dichiarato di aver ucciso De Luca per sfuggire a presunti approcci sessuali. Secondo la sua testimonianza, avrebbe trovato un tubo di metallo sul posto e lo avrebbe utilizzato come arma.

Il ragazzo ha anche ammesso di aver forzato la finestra del bagno per entrare nella casa dell’infermiere negli ultimi giorni, quando De Luca non era presente. Nonostante la giudice non abbia convalidato il fermo, ha disposto la custodia cautelare in carcere, dove il minorenne è detenuto dal venerdì precedente.

Le indagini continuano, poiché restano molti punti da chiarire nella versione fornita dal sedicenne. L’omicidio sarebbe avvenuto nella mattina di venerdì e il ragazzo si è costituito in questura dodici ore dopo, indicando il luogo in cui si trovava il corpo di De Luca. Ha raccontato di essere stato invitato a bere dall’infermiere e di aver subito un’aggressione sessuale, ma non sono state trovate tracce di tali aggressioni né sui suoi vestiti né sul suo corpo.

Le autorità stanno anche esaminando l’arma del delitto e il telefono della vittima. Dallo smartphone di De Luca, sono stati inviati messaggi alla moglie, in cui si affermava di fare tardi, nonostante l’uomo fosse già stato ucciso. Gli investigatori sospettano che si tratti di un tentativo di depistaggio.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità