Omicidio Carbonaro, la madre: “A Tucci darei la sedia elettrica”. Ascoltato l’amico di chat di lei

Omicidio Carbonaro, la madre: "A Tucci darei la sedia elettrica". Ascoltato l'amico di chat di lei

Durante l'udienza del processo per il femminicidio di Martina Carbonaro, il datore di lavoro di Alessio Tucci ha testimoniato, descrivendo il tono tranquillo e sereno dell'imputato in una comunicazione avvenuta dopo l'omicidio. Tucci, secondo quanto riferito, aveva detto di non andare a lavorare perché Martina non era rientrata e non era reperibile. L'uomo ha notato un cambiamento nel comportamento di Tucci, che era spesso assente e distratto.

Un altro testimone, un ventunenne che aveva conosciuto Martina sui social, ha raccontato della loro relazione virtuale e delle comunicazioni quotidiane. Ha confermato che Martina gli aveva parlato della sua relazione con Tucci, spiegando che si erano lasciati e che l'ex fidanzato continuava a cercarla. L'ultima comunicazione di Martina, inviata prima dell'omicidio, indicava che avrebbe incontrato Tucci per un breve incontro.

Un'amica di Tucci ha testimoniato riguardo ai frequenti contrasti tra i due ragazzi, evidenziando motivi di gelosia. Fuori dal tribunale, la madre di Martina, Enza Cossentino, ha espresso il suo dolore e la sua rabbia, chiedendo giustizia e lanciando un appello contro la violenza sulle donne. Ha dichiarato di voler che Tucci le guardi negli occhi e le spieghi le sue azioni.

Il corpo di Martina è stato ritrovato in un edificio abbandonato, e Tucci ha confessato il delitto. La Procura contesta all'imputato l'omicidio volontario pluriaggravato, legato alla fine della relazione e al rifiuto della ragazza di tornare con lui. Il processo continua con l'esame di ulteriori testimoni e l'attesa della deposizione di Tucci.

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