Ocse, Italia tra resilienza e nodi strutturali: deficit al 3,1%, ma salari e produttività al palo

Il report annuale dell’OCSE sull’Italia evidenzia una situazione economica caratterizzata da resilienza ma anche da nodi strutturali irrisolti. Nel 2025, il deficit è sceso al 3,1% del PIL, mentre lo spread è in calo e le agenzie di rating hanno riconosciuto la stabilità del Paese. Tuttavia, l’OCSE avverte che il debito pubblico, superiore al 137% del PIL, richiede una correzione di bilancio significativa, soprattutto in considerazione delle nuove pressioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente.

Un tema critico è rappresentato dai salari e dalla produttività. A fine 2025, i salari reali erano ancora inferiori ai livelli pre-pandemia, con una stagnazione che colpisce in particolare i giovani. Nonostante il tasso di NEET sia sceso al 15,4%, l’Italia rimane tra i Paesi con il più basso tasso di occupazione per la fascia 20-24 anni. L’OCSE suggerisce di aumentare i finanziamenti per le università e migliorare la preparazione dei laureati per il mercato del lavoro.

Per stimolare la crescita, l’OCSE raccomanda una riforma fiscale e della spesa, con un focus sul contrasto all’evasione e sull’ampliamento del cuneo fiscale. Si sottolinea l’importanza del PNRR, che ha portato gli investimenti pubblici al 3,8% del PIL, e si esorta a completare i progetti entro il 2026.

Infine, la sostenibilità a lungo termine dell’economia italiana dipenderà dalla transizione energetica. L’OCSE sottolinea la necessità di accelerare l’elettrificazione e il passaggio alle energie rinnovabili, suggerendo misure mirate per le famiglie a basso reddito e i settori più colpiti dai costi energetici.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità