Morte della giudice Ercolini. L’esame sul foulard per la verità del caso

Il foulard associato al presunto suicidio della giudice Francesca Ercolini, trovato con un pezzo mancante, insieme alle lesioni sulle mani che potrebbero indicare un tentativo di difesa e a una macchia di sangue misteriosa sul muro della sua abitazione, sollevano interrogativi sulla dinamica della sua morte. La 51enne, originaria di Campobasso, è stata trovata senza vita il 26 dicembre 2022 a Pesaro.

Nel pomeriggio sono stati effettuati accertamenti tecnici irripetibili presso la caserma del Ris di Roma sul foulard, considerato il possibile strumento del suicidio. I periti hanno confrontato il materiale con quello utilizzato dai carabinieri durante una simulazione del gesto estremo, realizzata durante un secondo sopralluogo il 27 giugno. Durante l’ispezione, è stata ricostruita una possibile scena del crimine, utilizzando un manichino sospeso tra il primo e il secondo piano della casa. Sono stati misurati i nodi e documentati i punti di maggiore sollecitazione, oltre a simulare una caduta dinamica del corpo.

Sei persone sono attualmente indagate, tra cui il marito della giudice, accusato di omicidio insieme a un funzionario di polizia. Le indagini riguardano anche maltrattamenti e istigazione al suicidio, mentre un altro filone d’inchiesta è focalizzato su reati come depistaggio, violazione del segreto istruttorio, falsa perizia e omissione d’atti d’ufficio.

La prossima udienza dell’incidente probatorio è fissata per il 22 settembre all’Aquila.

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