Medici britannici lanciano allarme su social per minori: “Dannosi come fumo”, Starmer verso divieti
I medici britannici hanno sollevato preoccupazioni sui rischi dei social media per i minorenni, paragonando la necessità di intervenire su questo tema a quella avuta in passato contro il fumo. L’Accademia dei Royal Medical Colleges ha evidenziato un ampio consenso tra i professionisti sulla questione, suggerendo che i medici dovrebbero chiedere regolarmente ai pazienti più giovani quanto tempo trascorrono online. La presidente Jeanette Dickson ha descritto il problema come un “elemento unificante”, simile a quello del fumo e delle cinture di sicurezza.
La ministra per la Tecnologia, Liz Kendall, ha annunciato che nuove misure per proteggere i minori di 16 anni saranno introdotte entro la fine del 2026, con una risposta alla consultazione pubblica prevista per l’estate. Negli scorsi mesi, il governo ha avviato iniziative per garantire che le aziende di intelligenza artificiale proteggano gli utenti dai contenuti inappropriati, ma non ha ancora formalizzato un divieto legale per l’accesso ai social media da parte dei minorenni, come già fatto in Australia.
La questione ha sollevato anche polemiche politiche, con l’ex ministro della Sanità, Wes Streeting, che ha criticato il premier Starmer per non essere “al passo con i tempi” e ha sostenuto che un divieto dovrebbe essere considerato un punto di partenza.
A livello internazionale, l’Australia è stata pioniera nel vietare l’accesso ai social media ai minori, con una legge che entrerà in vigore nel dicembre 2025. Altri Paesi, come Spagna, Grecia, Danimarca, Malesia, Austria e Slovenia, stanno seguendo l’esempio con legislazioni simili in fase di sviluppo.
