Maldive, i corpi intrappolati nella grotta a 60 metri: “Non possiamo lasciarli agli squali”

La situazione alle Maldive è critica dopo la tragedia che ha coinvolto cinque italiani durante un’immersione in una grotta a 50 metri di profondità. Laura Marroni, vicepresidente e Ceo della fondazione Dan Europe, ha sottolineato l’urgenza di recuperare i corpi, evidenziando i rischi legati alla fauna marina, come gli squali, e alle condizioni ambientali.

Una squadra di esperti sub-speleologi finlandesi è stata inviata a Malè per assistere nelle operazioni di recupero. Marroni ha dichiarato che il team è composto dai migliori subacquei disponibili, in grado di raggiungere profondità superiori ai 150 metri. Tuttavia, le difficoltà sono molteplici: la visibilità è compromessa dal sedimento sollevato e il corridoio che collega le due caverne è stretto, rendendo le operazioni ancora più complesse.

Inoltre, le attrezzature tecniche sul posto sono limitate e ci sono stati problemi nel reperire elio, essenziale per le immersioni. Le Maldive non sono conosciute per immersioni profonde o in grotte, il che ha reso difficile la preparazione per un recupero di questo tipo. Ogni ora che passa è cruciale, come ha evidenziato Marroni, richiamando alla memoria esperienze passate in situazioni simili.

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