Madre e figlia uccise con la ricina, esperti tedeschi sul posto: via a nuovi sopralluoghi nella casa
Le operazioni di ricerca di tracce di ricina, il veleno che ha causato la morte di Sara Di Vita, quindici anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, sono iniziate questa mattina a Pietracatella, nel Molise. L’abitazione della famiglia Di Vita è stata transennata e sono presenti numerosi agenti di polizia.
Solo gli esperti del Robert Koch Institute di Berlino, insieme ai consulenti italiani incaricati dalla Procura di Larino, stanno effettuando i sopralluoghi all’interno della casa. Avvocati e consulenti seguono le operazioni da un camioncino posizionato nelle vicinanze. Sul luogo è giunta anche la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli.
Tra gli specialisti presenti, si trovano Christian Herzog e la dottoressa Silvia Worbs, noti esperti nel campo dei veleni, accompagnati dagli agenti della polizia scientifica tedesca e dai colleghi italiani della squadra mobile. L’obiettivo è identificare eventuali tracce residue di ricina su mobili, indumenti e superfici dell’abitazione.
Attualmente non ci sono indagati, e le indagini proseguono contro ignoti. La procuratrice Antonelli ha sottolineato l’importanza di rintracciare elementi che possano portare all’identificazione del responsabile delle due morti.
