Made in Italy, diecimila agricoltori al Brennero per cambiare il codice doganale
Diecimila agricoltori si sono riuniti al Brennero per chiedere maggiore trasparenza nelle filiere agroalimentari e la modifica del codice doganale europeo. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha denunciato come l’attuale normativa consenta di etichettare come Made in Italy prodotti che non lo sono, causando una perdita di valore per gli agricoltori italiani, stimata in 20 miliardi di euro.
Prandini ha evidenziato l’aumento dei costi di produzione, con un incremento di oltre 200 euro ad ettaro rispetto all’anno precedente, e un raddoppio del prezzo dei fertilizzanti. Anche il costo del gasolio agricolo è aumentato del 70%, aggravando la situazione economica delle imprese agricole.
La manifestazione ha visto la partecipazione di agricoltori provenienti da tutta Italia, che hanno affollato il valico del Brennero, un punto nevralgico per le importazioni agroalimentari. Coldiretti ha sottolineato che le attuali regole danneggiano le aziende agricole italiane e ingannano i consumatori. L’associazione chiede misure più incisive per tutelare il Made in Italy e un intervento dell’Unione Europea per permettere agli Stati membri di definire chiaramente l’origine dei prodotti.
Giovedì, i rappresentanti di Coldiretti porteranno le loro richieste a Roma, incontrando il Commissario europeo alla Salute, Olivér Várhelyi.
