I giudici della prima sezione penale di Cassazione hanno disposto un nuovo processo per Alessandro Impagnatiello, ex barman accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa nel maggio 2023 mentre era al settimo mese di gravidanza. Il corpo della donna fu ritrovato dopo quattro giorni dalla sua morte, avvenuta all’interno dell’abitazione condivisa a Senago, nel milanese, dove fu colpita da decine di coltellate.

Impagnatiello era già stato condannato all’ergastolo nei primi due gradi di giudizio. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha deciso di riaprire il caso per valutare il riconoscimento della premeditazione, che era stata esclusa in appello. La Procura generale di Cassazione ha sostenuto che l’omicidio fosse un agguato premeditato, evidenziando diversi elementi che indicano una pianificazione lucida del delitto, come la scelta dell’arma e la preparazione dell’ambiente domestico.

Il magistrato Elisabetta Ceniccola ha sottolineato che tra l’ideazione e l’esecuzione del crimine c’è stato tempo sufficiente per riflettere, suggerendo che l’imputato avesse preso una decisione consapevole di uccidere. Nonostante la condanna a vita confermata in secondo grado, la Corte d’Appello aveva ritenuto che l’intento di Impagnatiello fosse quello di interrompere la gravidanza, senza una volontà iniziale di uccidere.

La difesa, rappresentata dall’avvocata Giulia Gerardini, ha richiesto l’accesso alla giustizia riparativa, ma la Corte ha respinto la domanda, affermando che l’imputato non ha ancora sviluppato una consapevolezza critica riguardo al suo gesto.

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