L’omicidio di Daphne Caruana Galizia resta senza un mandante

L'omicidio di Daphne Caruana Galizia resta senza un mandante

L'omicidio di Daphne Caruana Galizia, avvenuto il 16 ottobre 2017, continua a rimanere senza un mandante ufficiale. Yorgen Fenech, erede della Holding Tumas Group, è stato assolto dall'accusa di cospirazione e complicità nel piano per uccidere la giornalista, come stabilito dai nove giurati del processo, che hanno emesso il verdetto dopo circa otto ore di camera di consiglio con un voto di 8 a 1.

Daphne Caruana Galizia, 53 anni al momento della sua morte, era nota per il suo lavoro investigativo, in particolare per le sue inchieste sul coinvolgimento di Malta nei Panama Papers e per le rivelazioni su figure vicine all'allora primo ministro Joseph Muscat. Muscat, accusato di aver interferito nelle indagini sull'omicidio, si è dimesso nel 2019 sotto la pressione di manifestazioni pubbliche.

Nel corso del processo, due fratelli erano stati condannati a 40 anni di carcere ciascuno per aver fabbricato e fatto esplodere la bomba che ha ucciso la giornalista. Altri due uomini sono stati condannati all'ergastolo nel 2025 per aver fornito l'esplosivo. Fenech era stato arrestato nel 2019 mentre tentava di lasciare Malta e ha sempre negato di aver commissionato l'omicidio, sostenendo che il movente fosse legato alla sua azienda, 17 Black.

La famiglia di Caruana Galizia ha espresso delusione per l'assoluzione di Fenech, affermando che ciò nega alla giornalista "la giustizia che merita" e sottolineando come oggi sarebbe dovuto essere un giorno di giustizia per lei.

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