L’offensiva di Putin, pioggia di droni e missili fa strage a Kiev

Due giorni dopo la fine del cessate il fuoco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, la Russia ha lanciato uno dei bombardamenti più intensi contro l’Ucraina delle ultime settimane. Nella notte tra mercoledì e giovedì, oltre 670 droni e 56 missili hanno colpito il territorio ucraino, in particolare la capitale Kiev, causando almeno 9 morti, tra cui una bambina di 12 anni e un neonato, e 45 feriti, secondo il presidente Volodymyr Zelensky.

Zelensky ha chiesto una risposta adeguata agli attacchi e ha lanciato un appello alla comunità internazionale, mentre a Pechino il presidente cinese Xi Jinping riceveva Trump. Un alto funzionario ucraino ha dichiarato che gli attacchi di Putin rappresentano una dimostrazione di forza nei confronti dei due leader. Il Cremlino ha confermato l’intenzione di Putin di recarsi in Cina a breve.

Il ministero della Difesa russo ha descritto l’operazione come un “massiccio attacco” mirato a strutture militari e infrastrutture strategiche ucraine, mentre il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha segnalato danni a edifici residenziali e incendi nella capitale. Un drone russo ha colpito un condominio, distruggendo parte della struttura. Zelensky ha anche riferito di un attacco a un veicolo dell’Onu in missione umanitaria, senza feriti tra i nove occupanti.

La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha condannato l’attacco, definendolo un “targeting indiscriminato dei civili” e ha annunciato un pacchetto di supporto per droni da 6 miliardi di euro. Il Cremlino ha escluso la Ue come mediatore per la pace, affermando che gli Stati Uniti sono l’unico interlocutore valido. Nel frattempo, la Corte suprema anticorruzione di Kiev ha disposto l’arresto per 60 giorni dell’ex capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, con possibilità di cauzione.

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