“Letamaio urbano”, Gruppuso contro Cateno De Luca: «Sciacca merita rispetto, non insulti»

SCIACCA. «Le critiche all’amministrazione sono legittime, ma denigrare un’intera città e i suoi cittadini è inaccettabile». È la dura presa di posizione di Giuseppe Gruppuso dopo le parole pronunciate dall’onorevole Cateno De Luca nei confronti di Sciacca, definita, secondo quanto riportato nel comunicato, un «letamaio urbano».
Gruppuso contesta non soltanto il linguaggio utilizzato dal deputato regionale, ma anche il mancato intervento dei rappresentanti politici locali presenti in quel momento, che – sostiene – avrebbero dovuto manifestare immediatamente la propria indignazione e prendere le distanze da dichiarazioni ritenute offensive nei confronti dell’intera comunità saccense.
«Al di là di ogni convenienza politica – afferma Gruppuso – avrebbero dovuto condannare quella che appare come l’ennesima uscita sopra le righe di un deputato regionale che sembra atteggiarsi a “sindaco della Sicilia”».
Nel suo intervento, Gruppuso distingue il legittimo confronto politico dalle espressioni che rischiano di trasformarsi in una delegittimazione della città. Criticare l’operato di un’amministrazione, sottolinea, rientra pienamente nelle dinamiche democratiche; diverso sarebbe, invece, utilizzare parole capaci di colpire indiscriminatamente il territorio e i suoi abitanti.
«Come si può pensare che un deputato, al suo primo incontro con la città, non abbia esitato a insultarla e possa rappresentare un valore aggiunto per Sciacca?», si chiede Gruppuso, mettendo in discussione la credibilità di chi, dopo avere espresso giudizi così duri, si propone come difensore del territorio attraverso richiami alla giustizia, alla legalità e all’amore per la comunità.
Secondo Gruppuso, Sciacca avrebbe bisogno di rappresentanti istituzionali capaci di rispettarla, valorizzarla e difenderla, evitando di utilizzare la città come terreno di scontro o strumento per ottenere consenso politico.
«La vera credibilità si misura con il rispetto delle istituzioni e dei cittadini, non con gli slogan», conclude Gruppuso, affidando alla frase «la mediocrità politica, purtroppo, non conosce confini» la chiusura della sua dura nota politica.
