Lebbra in Italia, l’esperta dello Spallanzani: “Malattia rara da 7 casi l’anno, nessun allarme”

Lebbra in Italia, l'esperta dello Spallanzani: "Malattia rara da 7 casi l'anno, nessun allarme"

In Italia, la lebbra è considerata una malattia infettiva rara e sotto controllo, con una media di soli sette casi all'anno. Angela Corpolongo, infettivologa dell'Istituto Spallanzani di Roma e presidente della Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale, ha voluto rassicurare l'opinione pubblica riguardo ai timori emersi recentemente sui media riguardo a un presunto "ritorno della lebbra a Roma".

L'ultimo caso autoctono in Italia risale al 2003, e i pochi casi attuali sono di importazione o riguardano persone già trattate in passato, prive di carica infettiva. Il Mycobacterium leprae, responsabile della malattia, ha un indice di trasmissibilità molto basso, richiedendo un contatto stretto e prolungato con un individuo non curato per poter essere trasmesso.

La lebbra colpisce principalmente la pelle, gli occhi, le vie respiratorie e i nervi periferici, causando una progressiva perdita della sensibilità al dolore. Il sistema sanitario nazionale offre strutture specializzate per la gestione dei pazienti, come il Centro di riferimento regionale dello Spallanzani, attivo dal 2005.

La terapia attuale prevede un trattamento antibiotico combinato a base di tre farmaci, da assumere per un periodo di sei mesi a un anno. Un aspetto importante è che il paziente smette di essere infettivo già dopo la prima somministrazione del trattamento. A livello globale, i casi di lebbra sono in diminuzione, con una riduzione del 5,5%, mentre le aree ad alta endemia rimangono concentrate in Paesi come Brasile, India e Indonesia.

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