La visita? Nel 2028. Viaggio fra le liste d’attesa siciliane
In Sicilia, le liste d’attesa per le visite mediche continuano a rappresentare un problema significativo. Il caso di Maria Cristina Gallo, deceduta dopo aver atteso otto mesi per un esame istologico, ha messo in luce le difficoltà del sistema sanitario regionale. Mentre l’attività intramoenia, che prevede prestazioni a pagamento, è in crescita, molte persone devono attendere oltre un anno per ricevere cure gratuite.
Il monitoraggio della Regione, pubblicato sul sito Costruire salute, evidenzia situazioni critiche. Ad esempio, l’Asp di Siracusa ha registrato attese inaccettabili: a Lentini, il primo appuntamento per una mammografia è previsto per gennaio 2028, mentre ad Augusta per una colonscopia si attende lo stesso mese. Vincenzo Pirosa, che ha bisogno di una risonanza magnetica ad Avola, ha avuto “fortuna” ottenendo un appuntamento per il 29 luglio, ma ha considerato anche l’opzione di pagare per accelerare il processo.
Il sindacato Cimest ha segnalato che i medici siciliani guadagnano considerevolmente attraverso l’intramoenia, con un professionista catanese che ha incassato 261mila euro in un anno. La rete “Salviamo il servizio sanitario nazionale”, promossa dalla fondazione Gimbe, critica le scelte del governo regionale, che ha stanziato oltre 40 milioni di euro nel 2025 per ridurre le liste d’attesa, principalmente a favore delle strutture private, senza risultati tangibili.
L’assessora alla Sanità, Daniela Faraoni, ha dichiarato che ci sono stati progressi, specialmente per le visite urgenti, ma ha riconosciuto che permangono difficoltà legate alla carenza di dirigenti medici con le competenze necessarie.
