La tragedia alle Maldive, perchè i cinque italiani hanno perso la vita negli abissi
Durante una crociera scientifica nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, cinque italiani hanno perso la vita durante un’immersione subacquea. L’evento tragico ha coinvolto una ricercatrice di biologia marina, Monica Montefalcone, dell’Università di Genova, e un gruppo composto da sua figlia e due istruttori subacquei.
La crociera era organizzata dallo yacht Duke of York da ‘Albatross Top Boat’, un tour operator specializzato in viaggi per appassionati del mare. L’iniziativa, avviata nel 1996 da un gruppo di amici, ha come obiettivo quello di coniugare il piacere del viaggio con l’educazione ambientale, offrendo ai partecipanti l’opportunità di collaborare con i ricercatori nella raccolta di dati scientifici.
Le immersioni subacquee sono un elemento centrale di queste crociere, che spesso includono seminari e campagne per raccogliere il DNA ambientale disperso nell’oceano. Le Maldive, rinomate per la loro biodiversità marina, sono una delle mete più ambite per questo tipo di attività, che mira a sensibilizzare i partecipanti sulla salute delle barriere coralline e sull’impatto dei cambiamenti climatici.
La citizen science, che coinvolge i cittadini nella ricerca scientifica, è un approccio consolidato in vari ambiti, dalla biologia marina all’astronomia, e ha trovato applicazione anche nelle immersioni subacquee, dove i partecipanti possono contribuire attivamente allo studio dell’ecosistema marino.
