La morte di Mladic e le polemiche sui funerali di Stato che la Serbia ha deciso di concedergli

Il generale Ratko Mladic, deceduto ieri all'Aja, sarà sepolto con onori di Stato e militari, come annunciato dal ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic. La famiglia deciderà il luogo di sepoltura, mentre il governo serbo ha già espresso l'intenzione di prendere in custodia il corpo per organizzare i funerali. Vujic ha anche dichiarato di voler inviare una lettera all'Aja per accertare le circostanze della morte di Mladic e le cure ricevute.
La notizia ha suscitato indignazione nei paesi balcanici, in particolare in Croazia, dove il ministro della Difesa ha avvertito che le intenzioni di Belgrado potrebbero rappresentare un ritorno a politiche belliciste degli anni '90. Messaggi di sostegno a Mladic sono apparsi in diverse città serbe, mentre attivisti e movimenti studenteschi hanno condannato la sua figura, chiedendo la rimozione di manifesti celebrativi.
La Commissione europea ha dichiarato che la glorificazione di criminali di guerra è in contraddizione con i valori europei. Anche in Bosnia-Erzegovina, il membro bosgnacco della Presidenza ha sottolineato che Mladic rimane un simbolo di crimini contro l'umanità. In risposta, il partito bosniaco Red Lines ha chiesto sanzioni diplomatiche contro la Serbia se Mladic dovesse ricevere funerali di Stato.
In Russia, il governo ha condannato il trattamento riservato a Mladic e ha espresso solidarietà alla sua famiglia, accusando il Tribunale dell'Aja di pregiudizi anti-serbi. La situazione ha riacceso le tensioni storiche nella regione, evidenziando le divisioni persistenti legate al passato jugoslavo.
