La Fifa e l’idea di un Mondiale privatizzato, è rivolta contro Gianni Infantino

La Fifa ha annunciato un piano per creare una società di gestione delle sue attività commerciali, aperta a investitori privati, suscitando forti reazioni nel mondo del calcio. Il progetto, rivelato da Financial Times e Times, ha incontrato l’opposizione di Uefa e di altre confederazioni, oltre a suscitare preoccupazioni a livello politico, come dimostrato dalle dichiarazioni del premier britannico Andy Burnham.

Il piano, che potrebbe generare miliardi di dollari, prevede il coinvolgimento di investitori legati alla famiglia Trump. La proposta sarà discussa dal consiglio Fifa e dalle federazioni affiliate nel marzo prossimo, in concomitanza con l’elezione del nuovo presidente, Gianni Infantino, attualmente l’unico candidato.

Per incentivare le federazioni a sostenere il progetto, la Fifa ha offerto 40 milioni di dollari a ciascuna di esse, a condizione di esprimere il proprio appoggio entro il 19 settembre. Questa mossa ha sollevato ulteriori critiche da parte dell’Uefa, che ha avvertito di una crescente opposizione al piano, sottolineando che il calcio non è in vendita.

Anche il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha espresso preoccupazione, evidenziando la conflittualità tra Fifa e Uefa. Critiche simili sono giunte da diverse federazioni europee, tra cui Germania, Francia e Spagna, che hanno definito il progetto un attacco al calcio e denunciato la mancanza di consultazione.

La Fifa ha dichiarato che gli investitori privati deterranno solo una quota di minoranza nella nuova società, promettendo che manterrà il controllo sulle competizioni e le decisioni regolamentari. Tuttavia, la resistenza al piano continua a crescere, con molti che temono che possa alterare radicalmente il panorama calcistico globale.

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