L’Umbria ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito

L'Umbria ha approvato la legge sul suicidio medicalmente assistito

L'Umbria ha approvato una legge sul suicidio medicalmente assistito, segnando un passo significativo nei diritti civili. Il Consiglio regionale ha votato con 11 favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti, dando il via libera a una legge di iniziativa popolare sostenuta da 4.801 firme, raccolte dall'associazione Luca Coscioni. La regione si unisce così a Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto, rispondendo a un vuoto legislativo a livello nazionale.

Il dibattito è stato influenzato dalla memoria di Laura Santi, una giornalista affetta da sclerosi multipla, che ha scelto il suicidio assistito nel 2025. La sua storia ha ispirato la proposta di legge "Liberi subito". Durante la seduta, erano presenti il marito e attivisti dell'associazione.

Fabrizio Ricci, relatore della legge, ha sottolineato l'importanza del messaggio di Laura Santi, che ha affermato il diritto di scelta anche nelle condizioni più difficili. Marco Cappato ha criticato l'immobilismo del governo e del Parlamento nazionale.

La legge stabilisce che la Regione definirà le modalità per l'accesso alla morte volontaria assistita tramite l'autosomministrazione di un farmaco letale. Ogni Usl dovrà istituire una commissione multidisciplinare per verificare i requisiti. Il dibattito ha evidenziato diverse visioni etiche e politiche, con un focus sulle cure palliative, considerate fondamentali per il supporto ai pazienti. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha scelto di non partecipare al voto, auspicando un intervento del Parlamento nazionale su un tema di tale rilevanza etica.

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