Istat, nel 2025 meno italiani a rischio povertà. Nel 2024 aumenta il reddito medio annuo
Nel 2025, la percentuale di italiani a rischio di povertà o esclusione sociale scende al 22,6%, rispetto al 23,1% del 2024, secondo i dati dell’Istat. L’ente segnala segnali di miglioramento nelle condizioni di vita, con una stabilità nel rischio di povertà (18,6% rispetto a 18,9%) e una diminuzione della bassa intensità lavorativa (8,2% rispetto a 9,2%). Tuttavia, la grave deprivazione materiale e sociale aumenta leggermente (5,2% rispetto a 4,6%).
Il rischio di povertà è più elevato per alcune categorie, come i monogenitori (31,6%) e le famiglie con tre o più figli (30,6%). Tra le persone sole, il rischio è significativo, con una disparità marcata tra cittadini italiani e stranieri: il rischio per le famiglie con almeno un componente straniero sale al 41,5%, mentre per quelle composte solo da italiani scende al 20,1%.
Nel 2024, il reddito medio annuo delle famiglie italiane aumenta a 39.501 euro, con un incremento del 5,3% in termini nominali e del 4,1% in termini reali. Nonostante ciò, i livelli restano inferiori rispetto a quelli pre-crisi del 2007. La distribuzione dei redditi mostra una minore disuguaglianza, con il rapporto tra il 20% più ricco e il 20% più povero che scende a 5,1.
Il rischio di povertà lavorativa per gli occupati tra i 18 e i 64 anni si attesta al 10,2%, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Le donne presentano un rischio inferiore (8,2%) rispetto agli uomini (11,7%). Gli stranieri hanno un rischio di povertà lavorativa del 25,9%, rispetto all’8,3% degli italiani. La presenza di figli aumenta il rischio di povertà lavorativa, evidenziando come la struttura familiare influisca sulle condizioni economiche.
