Israele verso le elezioni, i partiti presentano le liste. E Netanyahu assiste all’ascesa di Eisenkot

Israele verso le elezioni, i partiti presentano le liste. E Netanyahu assiste all'ascesa di Eisenkot

Tra poco più di un mese, il 27 ottobre, Israele si prepara a rinnovare la Knesset, il Parlamento nazionale, e a formare un nuovo governo. Il premier Benyamin Netanyahu, al potere per un totale di 19 anni, cerca la riconferma alla guida di una coalizione di governo spostata a destra, sostenuta da partiti estremisti. L'opposizione, composta da vari movimenti e leader, si unisce con l'obiettivo di porre fine alla sua lunga carriera politica, trasformando le elezioni in un vero e proprio referendum pro o contro Netanyahu.

Recenti sondaggi indicano una situazione di parità tra i blocchi pro e anti-Netanyahu, entrambi con 53 seggi, senza alcuna coalizione in grado di raggiungere la maggioranza necessaria di 61 seggi. L'ingresso di nuovi partiti di destra, come il Popolo d'Israele di Ofer Winter, ha alterato il panorama politico, mentre il partito Yashar, guidato da Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore dell'esercito, si presenta come una spina nel fianco per Netanyahu.

La campagna elettorale è caratterizzata da tensioni elevate, amplificate dagli eventi recenti, tra cui gli attacchi di Hamas del 7 ottobre e le conseguenze geopolitiche che ne sono derivate. Inoltre, un'inchiesta di Haaretz ha rivelato che gli Emirati Arabi Uniti avrebbero avvisato Netanyahu di un imminente attacco, notizia che il premier ha smentito, ma che alimenta le critiche dell'opposizione.

Le elezioni di ottobre rappresentano un momento cruciale non solo per il futuro di Netanyahu, ma anche per gli equilibri regionali e internazionali, in un contesto di crescente polarizzazione e sfide politiche.

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