Israele nella blacklist dell’Onu per violenza sessuale in guerra, l’annuncio di Tel Aviv
Le Nazioni Unite hanno inserito Israele, in particolare il Servizio carcerario israeliano, nella lista nera dei responsabili di violenze sessuali nelle zone di conflitto. L’annuncio è stato fatto dall’ambasciatore di Israele all’Onu, Danny Danon, attraverso un videomessaggio sul suo profilo X.
Danon ha definito la decisione “politica” e scollegata dai fatti, sottolineando che Israele è stato accostato a gruppi terroristici come Hamas e Stato islamico. In risposta, Israele ha deciso di sospendere la cooperazione con l’ufficio del segretario generale Antonio Guterres, come riportato dal sito Ynet. L’ambasciatore ha affermato che Israele ha fornito prove e documenti in risposta alle accuse e ha invitato i rappresentanti dell’Onu a verificare la situazione sul campo, ma sostiene che non hanno accettato l’invito.
La notizia ha suscitato reazioni nei media internazionali e israeliani, tra cui Haaretz e Jerusalem Post. Secondo le fonti, il Servizio penitenziario israeliano è tra le varie entità aggiunte alla lista, che rimane in vigore per un minimo di un anno. La decisione segue l’inclusione di Hamas nella lista, avvenuta nel 2025, dopo rapporti sulla violenza sessuale durante il conflitto del 7 ottobre 2023.
Organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International, hanno accolto favorevolmente la decisione dell’Onu, denunciando che le forze israeliane avrebbero fatto ricorso sistematico alla violenza sessuale contro i palestinesi a partire dall’ottobre 2023.
