Israele al bivio, oggi Netanyahu si gioca tutto

In Israele, il panorama politico si prepara per le elezioni del 27 ottobre, con 37 partiti in competizione, che spaziano dall'estrema destra agli arabo-israeliani. Tra i principali attori, il Likud di Benjamin Netanyahu, che guida il governo dal 1993, e i partiti di estrema destra come Otzma Yehudit e Sionismo Religioso, che hanno ottenuto un ruolo significativo nelle ultime elezioni.
Otzma Yehudit, guidato da Itamar Ben-Gvir, ha fatto parte di diverse alleanze e ha ottenuto 14 seggi nel 2022. Sionismo Religioso, sotto la guida di Bezalel Smotrich, ha conquistato sette seggi e sostiene l'espansione degli insediamenti. Shas e United Torah Judaism rappresentano le comunità ultraortodosse, con Shas guidato da Aryeh Deri, una figura controversa a causa di precedenti legali.
L'opposizione include il nuovo partito Yashar, guidato da Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore, e i Democratici, frutto dell'unione tra Labour e Meretz. I partiti arabi, come Ra'am e la Lista Unita, continuano a cercare un ruolo politico, nonostante le sfide legate alla loro partecipazione.
Tra le novità, Amcha Yisrael, fondato dall'ex generale Ofer Winter, e il partito economico dei Riservisti, che punta a riforme sociali ed economiche. La competizione si preannuncia intensa, con sondaggi che indicano un possibile cambiamento nel panorama politico israeliano.
