In Israele è partita la sfida a Netanyahu in vista delle elezioni di ottobre
Negli ultimi giorni, la situazione al confine tra Israele e Libano si è intensificata, con nuovi raid israeliani che hanno causato almeno 15 morti, tra cui due bambini. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito 50 basi di Hezbollah, mentre il gruppo militante libanese ha risposto lanciando droni esplosivi contro le truppe israeliane, provocando la morte di un soldato e sei feriti.
Le sirene di allerta hanno suonato nuovamente nel nord di Israele, costringendo i comuni al confine con il Libano a chiudere le scuole e a mettere in allerta i civili, che si sono rifugiati nei bunker.
Nel frattempo, si sono svolte elezioni amministrative in Cisgiordania, dove oltre un milione di palestinesi ha partecipato al voto. Fatah, il partito del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, ha ottenuto una netta affermazione, mentre Hamas non ha presentato candidati. Anche a der al-Balach, l’unico comune della striscia di Gaza ad aver votato dopo vent’anni, Fatah ha prevalso, sebbene l’affluenza non abbia superato il 22%.
In Israele, i partiti politici si stanno preparando per le elezioni di ottobre. Gli ex primi ministri Naftali Bennett e Yair Lapid hanno annunciato la fusione dei loro partiti, dando vita a Beyahad insieme, un blocco riformista guidato da Bennett, che sfiderà la coalizione di Benyamin Netanyahu.
