Il falco Ahmad Vahid e il suo peso nel possibile accordo con gli Stati Uniti

Il Pakistan ha dichiarato che l’accordo provvisorio sulla questione iraniana è in fase finale, suscitando preoccupazioni in Israele riguardo a una possibile intesa. La discussione su una possibile estensione della tregua è incerta, mentre diversi Paesi del Golfo stanno esercitando pressioni sugli Stati Uniti per evitare ulteriori operazioni militari.

In questo contesto, la CNN ha messo in evidenza il generale di brigata Ahmad Vahidi, comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, attualmente sotto sanzioni statunitensi e ricercato dall’Interpol. Vahidi, insieme a Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniana, è considerato una figura chiave nelle politiche più intransigenti dell’Iran.

Dopo la morte del suo predecessore, Vahidi ha assunto un ruolo di rilievo, opponendosi a qualsiasi compromesso con Washington. La sua leadership ha portato a un aumento delle richieste di Teheran nei negoziati con gli Stati Uniti, mentre le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato il traffico in un importante punto di controllo petrolifero.

Vahidi, descritto come un “attore molto importante” all’interno della Repubblica Islamica, ha recentemente dichiarato che un accordo potrebbe essere raggiunto, ma ha avvertito che potrebbero esserci conseguenze negative se ciò non avvenisse. La sua figura è emersa come centrale in un contesto di crescente tensione, con esperti che avvertono della sua disponibilità a riprendere le ostilità se necessario.

Nato nel 1958 a Shiraz, Vahidi ha una lunga carriera nelle Guardie Rivoluzionarie, ricoprendo vari ruoli di comando. È stato sanzionato dagli Stati Uniti per la repressione delle proteste dopo la morte di Mahsa Amini, evidenziando il suo coinvolgimento in eventi controversi, tra cui l’attentato del 1994 a Buenos Aires.

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