I droni di Hezbollah

Al tramonto, l’atmosfera si fa tesa. Un’esplosione segna l’inizio di una nuova fase del conflitto tra Hezbollah e Israele. I droni, utilizzati dalla milizia sciita, rappresentano una minaccia inedita. Questi dispositivi, provenienti dalla Cina e dal costo di circa 400 euro, sono equipaggiati con esplosivi e controllati tramite cavi in fibra ottica. La loro capacità di eludere i disturbatori di frequenze rende difficile la loro intercettazione.

Negli ultimi trenta giorni, dieci persone sono state uccise in attacchi mirati a basi militari e a batterie del sistema Iron Dome nel nord di Israele. In risposta all’offensiva israeliana nel sud del Libano, Hezbollah ha intensificato l’uso di droni, mentre le forze israeliane cercano di difendersi con mezzi militari coperti da reti, l’unica protezione attuale contro questi attacchi aerei.

Israele si trova a dover affrontare una situazione inaspettata. L’industria della difesa israeliana è al lavoro per sviluppare contromisure, tra cui rilevatori acustici, sistemi laser e droni difensivi. Tuttavia, l’implementazione di queste tecnologie richiederà tempo, con settimane o mesi necessari prima di una risposta sistematica sul fronte settentrionale.

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