Gela capitale dell’archeologia subacquea: al via il restauro di un relitto greco
Sono iniziate le operazioni di restauro del relitto greco “Gela II”, recuperato dai fondali al largo delle coste siciliane. Questo intervento mira a consolidare il ruolo di Gela come centro di archeologia subacquea. I lavori si svolgeranno nella vasca di conservazione di Bosco Littorio e si prevede che dureranno circa 900 giorni, con conclusione nel novembre 2028.
Il relitto “Gela II” è stato individuato nel 1990 nei fondali di Bulala, a un chilometro dal primo relitto “Gela I”, che si trovava probabilmente nello scalo marino dell’antica colonia dorica di Gela. Le indagini, avviate nel 1995, hanno portato al recupero di materiali lignei e ceramiche, permettendo di datare l’imbarcazione alla fine del VI secolo a.C. L’area ha dimostrato un notevole interesse archeologico, con il primo ritrovamento risalente al 1988 e altri relitti di epoca greca e medievale.
Tra i reperti recuperati ci sono due elmi corinzi in bronzo, lingotti di oricalco, anfore e ancore litiche, attualmente conservati nel Museo archeologico di Gela. Le operazioni di recupero, concluse circa un anno fa, sono state coordinate dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, con un finanziamento di circa 500 mila euro.
Il restauro sarà gestito da una squadra specializzata della cooperativa Archeologia, esperta nel recupero di materiali lignei antichi. L’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, ha sottolineato l’importanza delle scoperte nel mare di Gela, che offrono nuove opportunità di sviluppo culturale e turistico. Il completamento del progetto permetterà di arricchire l’allestimento museale con una seconda nave greca, contribuendo a trasformare Gela in un punto di riferimento per l’archeologia subacquea nel Mediterraneo.
