Gaza, un inferno dimenticato
Nella Striscia di Gaza, le organizzazioni umanitarie che collaborano con l’ONU hanno lanciato un appello per la protezione dei civili, in particolare lungo la “Linea Gialla”, che separa le zone palestinesi da quelle controllate dall’esercito israeliano. L’Humanitarian Country Team, composto da rappresentanti delle Nazioni Unite e di ONG, ha avvertito che l’espansione delle aree sotto controllo israeliano dall’entrata in vigore del cessate il fuoco dell’ottobre scorso sta aumentando i rischi per i civili e ostacolando gli sforzi umanitari.
Nel frattempo, Israele continua le operazioni militari. Ieri, un attacco di un drone israeliano ha causato la morte di almeno tre civili presso la stazione di Al-Hilu, nel nord di Gaza City. Il portavoce dell’ONU, Stephane Dujarric, ha riportato che tra il 10 ottobre e aprile di quest’anno sono state verificate 196 uccisioni, inclusi 18 donne e 43 bambini, in attacchi nelle vicinanze delle aree dove sono dispiegate le forze israeliane. Le organizzazioni umanitarie segnalano che molti civili sono stati colpiti mentre si spostavano in aree non chiaramente delimitate, costretti a vivere in spazi sempre più ristretti, in condizioni di insicurezza e con accesso limitato ai servizi essenziali.
La popolazione di Gaza vive in condizioni estremamente difficili. Sebbene gli aiuti alimentari siano ripresi, il rischio di epidemie è elevato. Le fogne scaricano tra le macerie o in mare, i topi infestano le tende degli sfollati e sotto i palazzi distrutti giacciono ancora cadaveri non recuperati.
