Garante della Privacy richiama i media sul caso Garlasco: “Morbosa spettacolarizzazione”

Il Garante per la protezione dei dati personali ha richiamato i media al rispetto delle normative vigenti in materia di privacy e delle regole deontologiche dei giornalisti, in relazione alla copertura del caso di Garlasco. In una nota, l’Autorità ha denunciato una “morbosa spettacolarizzazione” della vicenda, sottolineando che ciò contrasta con il principio di essenzialità dell’informazione.

Il Garante ha preso atto della rimozione di un servizio televisivo che riportava i colloqui tra Alberto Stasi e il suo legale, dopo che il programma “Quarta Repubblica” di Rete 4 aveva pubblicato intercettazioni di una telefonata tra Stasi e il suo ex avvocato, Angelo Giarda. La diffusione di tali contenuti, vietata dal Codice di procedura penale, è stata criticata anche dall’Unione delle Camere penali italiane.

L’Autorità ha evidenziato che la continua esposizione mediatica di questa vicenda travalica il rispetto della dignità delle persone coinvolte, compresi gli indagati e i familiari della vittima. Il Garante ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione, considerando i reclami ricevuti e riservandosi di intraprendere ulteriori azioni nei confronti di chi utilizza contenuti acquisiti o diffusi illecitamente. La riproduzione e la condivisione di tali contenuti possono costituire una violazione della normativa sulla protezione dei dati personali.

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