Divieto di campeggio per gli attivisti No Tav

Dopo gli scontri del 25 luglio, il movimento No Tav ha ripreso le sue attività in Val Susa, attirando nuovamente l’attenzione delle forze dell’ordine e delle istituzioni. In occasione del “Campeggio della Piana”, in programma dal 30 luglio al 2 agosto, il prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha emesso un’ordinanza che vieta il campeggio libero nell’intero territorio dei Comuni di Susa e Bussoleno. Il divieto è valido dalla mezzanotte del 30 luglio fino alle 7 del 3 agosto e istituisce una zona rossa.

Gli attivisti, che avevano progettato un campeggio sui terreni liberati della Piana di Susa, hanno denunciato un ingente dispiegamento di forze dell’ordine nei punti di accesso al campeggio. In seguito all’ordinanza, hanno deciso di spostarsi a Venaus, ma una nuova ordinanza del 30 luglio ha esteso il divieto anche a questa località. Inoltre, l’ordinanza vieta il possesso di oggetti come caschi e maschere, oltre a bottiglie e materiali esplodenti, per prevenire possibili violenze.

Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, con numerosi mezzi schierati intorno al presidio. Gli attivisti hanno risposto con una conferenza stampa a Susa, accusando la Prefettura di agire per conto della politica e promettendo che il campeggio si svolgerà comunque. Hanno dichiarato che le ordinanze non fermeranno le loro iniziative e hanno ribadito l’importanza di continuare la lotta contro il progetto Tav.

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