Cinema e intelligenza artificiale: il talk di Accursio Graffeo al Borgo Film Fest

(Foto di Leandro Faustino)

Questa mattina, nell’ambito del “Borgo Film Fest – Premio Frank Capra”, si è svolto presso il teatro comunale “Paolo Giaccone” un interessante talk con Accursio Graffeo, regista, montatore e AI Educator. Collegato dalla Puglia, Graffeo ha dialogato con numerosi studenti delle scuole del territorio, offrendo uno spunto di riflessione profondo sul rapporto tra cinema, tecnologia e umanità.

Si è introdotto discutendo del suo percorso personale e professionale, caratterizzato da una costante ricerca sul legame tra immagine e innovazione. Un percorso iniziato tanti anni fa’ che lo ha portato anche a ricevere dei riconoscimenti a livello internazionale, come nel caso di “Toys” un suo cortometraggio premiato in Nigeria: un’esperienza particolarmente significativa, non tanto per il premio in sé, quanto per il fatto che la storia raccontata sia stata compresa e accettata proprio da chi vive realmente quelle problematiche.

Nel corso dell’incontro, Graffeo ha evidenziato come l’AI venga spesso percepita in modo negativo, proponendone invece una lettura diversa: non un sostituto dell’essere umano, ma uno strumento capace di amplificare la visione creativa, diventando un vero e proprio linguaggio espressivo. Un mezzo che apre nuove possibilità narrative, senza però intaccare l’autenticità del racconto.

Durante l’incontro, alcuni studenti presenti hanno posto delle domande. In particolare è stata sollevata la difficoltà di distinguere i contenuti reali da quelli generati dall’intelligenza artificiale. Graffeo ha risposto richiamando direttamente il tema dell’etica: «In un’epoca in cui circolano contenuti manipolati e difficili da distinguere dal reale, la responsabilità resta sempre umana. L’intelligenza artificiale non crea da sola: è l’uomo che decide come utilizzarla, nel bene o nel male».

Tra le altre cose è stato approfondito il tema delle emozioni: «Le persone non ricordano le immagini, ma quello che provano» ha dichiarato Graffeo. Il cinema, quindi, non deve limitarsi a essere esteticamente bello, ma deve lasciare un segno, suscitare domande, generare empatia.

Condividi l’articolo
Pubblicità Pubblicità