Catastrofe globale o corsa al potere, il futuro dell’IA divide il mondo

Il 7 settembre a Varsavia, trenta robot hanno manifestato contro la perdita di posti di lavoro causata dall'intelligenza artificiale, attirando l'attenzione dei media. Il giorno seguente, un post su X ha innescato un acceso dibattito globale sull'IA, spostando l'attenzione dalla questione lavorativa a quella della salvezza dell'umanità.
Jacob Coxon, un ricercatore di ventisette anni, ha annunciato le sue dimissioni da Anthropic per motivi etici, affermando che gli sviluppatori di intelligenza artificiale temono che questa tecnologia possa causare la nostra estinzione entro la fine del decennio. Le sue parole hanno suscitato un consenso inaspettato tra i leader del settore tecnologico, che ora chiedono un rallentamento nello sviluppo dell'IA.
Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha sottolineato la necessità di stabilire standard di sicurezza per una tecnologia che rischia di sfuggire al controllo umano. Ha proposto la creazione di un organismo internazionale per monitorare le attività delle aziende nel settore e ha suggerito trattati per vietare l'uso dell'IA nella creazione di armi biologiche. Anche Elon Musk e Sam Altman hanno espresso il loro sostegno a queste idee.
Tuttavia, Donald Trump ha criticato l'appello al rallentamento, definendolo una trappola che potrebbe far perdere agli Stati Uniti la leadership tecnologica a favore della Cina. Ha affermato che chi domina l'intelligenza artificiale avrà il controllo su tutto. Anche Pechino ha respinto l'idea di rallentare, affermando che diffondere narrazioni allarmistiche non giova a nessuno. La corsa all'intelligenza artificiale, quindi, continua senza segni di frenata.
