Caso Delmastro, braccio di ferro a Montecitorio sulle chat segrete: scontro in Giunta e protesta M5S

Alla Camera dei deputati è in corso un acceso confronto politico riguardante il materiale inviato dalla Procura di Roma relativo ad Andrea Delmastro. Al centro del dibattito c’è un CD contenente le conversazioni del sottosegretario, attualmente custodito in una cassaforte a Montecitorio. La Giunta del Regolamento è stata chiamata a decidere sull’accesso agli atti, ma la situazione si è complicata dopo che il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha bloccato la consultazione autorizzata dal presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori.

Dori ha denunciato un conflitto istituzionale, mentre il M5S ha protestato in Aula con una cassaforte simbolica e striscioni che chiedevano di aprire il materiale. Il capogruppo M5S, Riccardo Ricciardi, ha messo in discussione i rapporti tra Delmastro e l’imprenditore Giovanbattista Caroccia, coinvolto in vicende giudiziarie. Anche il PD ha criticato la maggioranza, accusandola di anteporre la segretezza delle conversazioni alle esigenze di giustizia.

Le posizioni nel centrodestra sono divergenti: Fratelli d’Italia vorrebbe un voto immediato, mentre altre forze della coalizione preferirebbero rimandare l’esame a settembre. La Giunta per le Autorizzazioni si riunirà domani per decidere se procedere con ulteriori accertamenti o inviare direttamente il dossier all’Assemblea.

Le chat sotto chiave contengono messaggi tra Delmastro e Caroccia, riguardanti rapporti personali, richieste di intervento su pratiche amministrative e aggiornamenti sulla situazione giudiziaria di Caroccia, indagato per legami con ambienti mafiosi. La Procura considera queste comunicazioni elementi di prova, mentre le opposizioni le vedono come motivo di incompatibilità politica per Delmastro. La maggioranza, invece, sottolinea la necessità di tutelare le prerogative parlamentari e la riservatezza fino a una decisione dell’Aula.

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