Burqa, hijab e chador: quali sono le differenze. Tipologie e regole che dividono

Coprire il capo delle donne è una pratica storicamente legata a dettami religiosi nel mondo islamico, ma non solo. Sebbene alcuni esperti sostengano che il Corano non imponga l'uso del velo, noto come hijab, questo tema è spesso al centro di accesi dibattiti politici e sociali, sia nei paesi musulmani che in quelli occidentali.
Il velo, che può assumere diverse forme e significati, è indossato da molte donne musulmane, ma non da tutte. La decisione di portarlo varia a seconda della cultura e del contesto geografico. In alcune tradizioni, il velo viene indossato dopo la pubertà, mentre in altre può essere indossato solo dopo il matrimonio o abbandonato dopo la menopausa.
Le tipologie di veli includono l'hijab, che copre capelli e collo lasciando il viso scoperto, e il chador, obbligatorio in Iran, che copre tutto il corpo. Altri esempi sono il khimar, il niqab e il burqa, quest'ultimo tipico dell'Afghanistan e caratterizzato da una griglia per la visione. La varietà di veli riflette la diversità culturale all'interno del mondo islamico, con stili che variano anche in base alla moda locale.
In Italia, indossare un velo non è considerato reato, e la legge consente l'uso di copricapi religiosi, purché il volto sia visibile. Tuttavia, il dibattito sull'uso del burqa e del niqab continua, con recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che annunciano un provvedimento per vietarne l'uso nelle scuole.
