Buoni pasto, ipotesi aumento oltre 7 euro nel rinnovo contratto degli statali

I buoni pasto rappresentano un’importante forma di sostegno per i dipendenti pubblici, consentendo loro di coprire le spese per i pasti durante l’orario di lavoro. Tuttavia, diversi sindacati segnalano che il valore attuale, fissato a 7 euro dal 2012, non è più adeguato a causa dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

Nelle trattative tra sindacati e l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran), è emersa l’ipotesi di un incremento del valore dei buoni pasto. Nella bozza del contratto per le Funzioni centrali per il triennio 2025-2027, è presente un articolo che prevede la possibilità di superare il limite attuale. In particolare, l’articolo 33 stabilisce che le amministrazioni possono determinare il valore del buono pasto, non inferiore a 7 euro, in base alle risorse disponibili.

Antonio Naddeo, presidente dell’Aran, ha chiarito che per modificare effettivamente il limite sarà necessario un intervento legislativo. I sindacati vedono questa proposta come un passo avanti per tutelare il potere d’acquisto, considerando che i prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 24,9% negli ultimi due anni. Tuttavia, esprimono preoccupazioni riguardo al finanziamento, sottolineando che le coperture dovranno essere trovate nella legge di Bilancio, poiché le singole amministrazioni potrebbero non avere risorse sufficienti.

Per portare il valore dei buoni pasto a 10 euro, è stato stimato un fabbisogno di 180 milioni di euro.

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