Borsellino: 34 anni fa la strage. Palermo ricorda le vittime
Trentaquattro anni fa, il 19 luglio 1992, il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti di polizia furono uccisi in un attentato mafioso in via D’Amelio a Palermo. L’attacco avvenne 57 giorni dopo la strage di Capaci e si inserisce in un contesto di immobilismo e complicità che non riuscì a proteggere Borsellino e la sua scorta.
Per commemorare le vittime, sono state organizzate diverse iniziative, tra cui attività per bambini, dibattiti e veglie. Questa mattina, i più piccoli hanno animato via D’Amelio, attorno all’Ulivo della pace, piantato nel cratere dell’esplosione. La strada è stata presidiata dalle Agende rosse, in linea con la volontà di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, di evitare strumentalizzazioni politiche.
Dalle 8 alle 13 si è svolto l’evento “Coloriamo via D’Amelio”, con spettacoli teatrali e attività ludiche per i bambini. Alle 10:30, è avvenuta la deposizione di corone d’alloro alla Caserma Lungaro, alla presenza di autorità tra cui il capo della polizia, Vittorio Pisani.
Nel pomeriggio, dalle 14:45 alle 23, si è tenuto un incontro dal titolo “Finchè non sapremo tutto. Verità e giustizia contro l’oblio di Stato”, con interventi di associazioni e familiari delle vittime. Alle 16:58, un minuto di silenzio ha segnato il momento dell’eccidio, seguito dalla lettura della poesia “Giudice Paolo”.
Il dibattito “La verità oltre l’oblio di Stato” ha avuto luogo alle 17:30, coinvolgendo magistrati, avvocati e intellettuali. In serata, si è svolto un concerto-spettacolo e altre iniziative, tra cui un evento con il leader del M5s, Giuseppe Conte, dedicato alla legalità e alla giustizia. La giornata si è conclusa con una fiaccolata promossa dal Forum XIX Luglio.
