Le recenti tensioni nelle trattative di pace tra Stati Uniti e Iran hanno provocato un aumento significativo delle quotazioni del greggio. Il Brent è attualmente scambiato a 104,5 dollari al barile, con un incremento del 3% rispetto al giorno precedente, ma con una diminuzione dell’8% rispetto alla settimana scorsa, quando i mercati avevano già iniziato a scontare possibili attacchi militari iraniani nella regione del Golfo. Anche il Wti americano ha registrato un aumento, arrivando a 99 dollari al barile, con un incremento di quasi il 4%.
Nel contesto europeo, le borse hanno aperto con tendenze deboli. Milano e Francoforte si attestano intorno alla parità, mentre Londra segna un guadagno dello 0,4% e Parigi una perdita dello 0,5%.
Le borse asiatiche mostrano un quadro contrastante. Tokyo ha registrato un calo dello 0,49%, influenzata dalle aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Banca centrale del Giappone. Al contrario, Seul ha visto un incremento del 4,32%, sostenuta dai titoli legati all’intelligenza artificiale e da un aumento del 43% delle esportazioni nel mese di maggio, principalmente per gli acquisti di semiconduttori. Infine, Shanghai ha guadagnato un punto percentuale, grazie ai recenti dati sull’inflazione che hanno superato le attese, mostrando un aumento dei prezzi alla produzione e al consumo.

