Attentato a Ranucci, parla il socio di Lavitola: “Non sono fuggito per la bomba ,ma non torno”
Gomes Clesio Tavares, socio di Valter Lavitola, ha rilasciato un’intervista esclusiva al Tg1, in cui ha spiegato le ragioni della sua decisione di non tornare in Camerun dopo l’attentato a Ranucci. Tavares aveva già acquistato un biglietto di ritorno per giovedì, ma un legale locale lo ha avvertito che le autorità potrebbero impedirgli di rientrare nel Paese. “Attualmente sto svolgendo un lavoro che non posso interrompere”, ha dichiarato.
Riguardo alla sua comunicazione con Lavitola, Tavares ha riferito di aver ricevuto un messaggio in cui Lavitola lo informava di un intervento delle forze dell’ordine e suggeriva di non mantenere più contatti.
In merito a una foto pubblicata dal Fatto Quotidiano, che lo ritrae con due dei presunti esecutori dell’attentato, Tavares ha confermato di conoscere Antonio Passariello e Pellegrino D’Avino, sottolineando che in passato aveva collaborato con Pellegrino per questioni di sicurezza. “Ognuno ha la sua vita”, ha aggiunto, spiegando che si erano incontrati per motivi professionali.
