“Sciacca non è un palcoscenico”, Termine replica a Cateno De Luca: «Insultata un’intera comunità»

“Sciacca non è un palcoscenico”, Termine replica a Cateno De Luca: «Insultata un’intera comunità»

SCIACCA. Il sindaco Fabio Termine interviene duramente dopo le parole pronunciate da Cateno De Luca, che avrebbe definito Sciacca un «letamaio urbano». Il primo cittadino considera l’espressione un’offesa rivolta non soltanto all’amministrazione comunale, ma all’intera comunità saccense.

«Le città non sono palcoscenici da calpestare per qualche minuto di consenso, ma luoghi abitati da persone che meritano ascolto e rispetto», afferma Termine, sottolineando come la definizione utilizzata rappresenti «un insulto alle decine di migliaia di cittadini saccensi».

Il sindaco ribadisce la piena legittimità delle critiche politiche e amministrative, distinguendole però dagli attacchi che coinvolgono indistintamente una città e i suoi abitanti.

«Si può criticare un’amministrazione, si possono contestare le scelte di un governo cittadino, magari un attimo dopo aver dato una propria visione di città – sostiene Termine – ma trasformare un’intera comunità in un bersaglio della propaganda significa alimentare un modo di fare politica fondato sull’offesa, sulla caricatura e sull’umiliazione per rincorrere consensi».

Secondo il primo cittadino, il linguaggio utilizzato da De Luca sarebbe coerente con una comunicazione politica costruita da anni sulla provocazione, sulla contrapposizione e sull’eccesso.

«Quando mancano la forza delle idee e la credibilità delle proposte – aggiunge – l’offesa diventa l’unico strumento per attirare l’attenzione».

Termine concentra poi una parte della propria critica sui consiglieri comunali Brucculeri e Blò, accusandoli di avere favorito la presenza politica durante la quale sarebbero state pronunciate le dichiarazioni contestate.

«Quello che ritengo assolutamente inaccettabile – afferma il sindaco – è che ad aprire le porte di Sciacca per rivolgere questi insulti siano stati due consiglieri della nostra città, Brucculeri e Blò».

Il primo cittadino sostiene inoltre che la denigrazione rappresenterebbe una caratteristica ricorrente del loro modo di condurre il confronto politico.

In conclusione, Termine sollecita una reazione trasversale da parte dei partiti e dei rappresentanti istituzionali cittadini.

«Mi aspetto una presa di posizione chiara e inequivocabile da parte di tutte le forze politiche – conclude – perché parole di questo tipo non devono trovare spazio nel confronto pubblico».

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