WWF: nel 2026 bruciati in Europa già 435mila ettari, in Italia +133% rispetto agli ultimi 20 anni

L'estate 2026 ha evidenziato un incremento allarmante degli incendi in Europa, con 435.000 ettari già bruciati, un aumento di 100.000 ettari rispetto allo stesso periodo del 2025, che era stato il peggiore degli ultimi venti anni. In Italia, gli incendi hanno distrutto 70.000 ettari, corrispondenti a circa centomila campi da calcio, segnando un incremento del 133% rispetto alla media degli ultimi due decenni. Quasi un terzo dei roghi ha colpito aree protette.
Il WWF Italia, nel suo recente report, sottolinea che la maggior parte degli incendi è causata dall'uomo e che il cambiamento climatico sta rendendo questi eventi sempre più frequenti e intensi. L'organizzazione chiede un cambio di paradigma nelle politiche pubbliche, evidenziando la necessità di investire nella prevenzione piuttosto che limitarsi a combattere gli incendi. Tra le proposte ci sono la gestione forestale sostenibile, la pianificazione territoriale e il coinvolgimento delle comunità locali.
Edoardo Nevola, responsabile Foreste del WWF Italia, ha dichiarato che è fondamentale intervenire prima che gli incendi si sviluppino, per evitare devastazioni e costi economici enormi. Il rapporto del WWF indica dieci priorità per le istituzioni, tra cui l'aumento degli investimenti nella prevenzione e il miglioramento del coordinamento tra gli enti coinvolti. L'organizzazione sottolinea che la quasi totalità degli incendi è provocata dall'uomo, evidenziando la responsabilità umana nel cambiamento climatico e la necessità di decisioni pubbliche per ridurre il rischio.
