Fakir, l’autopsia: sangue nei polmoni, l’ipotesi della morte per soffocamento
I risultati preliminari dell’autopsia su Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna, indicano la presenza di sangue nei polmoni, suggerendo un possibile soffocamento. L’autopsia, condotta all’Ospedale Sant’Orsola su disposizione della Procura, ha visto la partecipazione di consulenti legali per entrambe le parti coinvolte.
Le immagini dell’intervento della polizia, sia quelle riprese dai residenti che dalla bodycam di un agente, mostrano i momenti in cui Fakir è stato immobilizzato a terra. Gli esperti dovranno stabilire se l’emorragia nei polmoni sia stata la causa diretta della morte o se abbia contribuito insieme ad altri fattori.
Il fascicolo aperto per omicidio colposo include i nomi di due poliziotti e quattro operatori della Croce Rossa, che non sono indagati ma registrati per annotazioni preliminari. La Procura ha richiesto esami istologici e tossicologici per verificare la correttezza delle manovre rianimatorie effettuate dai sanitari.
L’avvocato Gabriele Bordoni, che rappresenta i poliziotti, ha sottolineato l’importanza di chiarire le circostanze dell’intervento e le condizioni di Fakir prima del decesso. L’avvocato Fabio Anselmo, legale dei familiari della vittima, ha confermato l’ipotesi di soffocamento, senza però fornire ulteriori commenti sui risultati della TAC eseguita sul corpo del 42enne.
Le indagini continueranno e i periti avranno 90 giorni per completare gli accertamenti necessari.
