Trump di nuovo alla guerra commerciale, in vista nuovi dazi per 60 Paesi

Donald Trump sta preparando una nuova offensiva commerciale, in vista della scadenza dei dazi temporanei al 10% imposti su scala globale. La Casa Bianca intende colpire sessanta Paesi, utilizzando una nuova strategia legale per aggirare le limitazioni imposte dalla giustizia americana, dopo la bocciatura dei precedenti dazi da parte della Corte Suprema. L’amministrazione prevede di reintrodurre aliquote tra il 10% e il 12,5%, con la possibilità di tariffe progressive sui farmaci generici importati, che potrebbero arrivare fino al 200% entro il 2029.

Questa mossa si inserisce in un contesto geopolitico e interno complesso, con le elezioni di metà mandato imminenti. Alcuni esponenti repubblicani, come il capogruppo al Senato John Thune, esprimono preoccupazione per le conseguenze economiche di una nuova escalation commerciale, temendo che possa aggravare l’inflazione e il costo della vita per le famiglie americane, già colpite dalle turbolenze nei mercati energetici legate alla guerra con l’Iran.

Il Canada sarà tra i primi a subire le conseguenze, con dazi fino al 50% su beni come vino e cemento, giustificati da Washington come punizione per presunti comportamenti discriminatori. Nel frattempo, l’Unione Europea osserva con attenzione, richiamando l’accordo di Turnberry che stabilisce un tetto massimo del 15% per le tariffe reciproche. Le istituzioni europee avvertono che una nuova guerra commerciale potrebbe avere un impatto significativo sul Pil, e si dicono pronte a rispondere in modo unito a eventuali ritorsioni mirate da parte degli Stati Uniti.

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