Precari da 37 anni: lo strano caso dei contrattisti degli enti locali

Nel 1989, quando la musica di Edoardo Bennato risuonava nelle radio e l’Italia si preparava a vivere il sogno del calcio con Italia ’90, circa 15.000 lavoratori precari degli enti locali venivano assunti con contratti a 24 ore settimanali. Da allora, la loro situazione non è cambiata: gli stipendi oscillano tra gli ottocento e i mille euro, nonostante il loro ruolo sia diventato cruciale a causa della riduzione degli organici nei Comuni.

Massimo Bontempo, sindacalista e rappresentante di questi lavoratori, sottolinea l’importanza delle loro funzioni, che includono il rilascio di carte d’identità, concessioni edilizie e la gestione della viabilità. Ora, i precari chiedono di chiudere la carriera con uno stipendio dignitoso, proponendo un aumento delle ore lavorate. Mercoledì prossimo, durante un’assemblea a Palazzo dei Normanni, presenteranno nuovamente la loro richiesta.

Un tentativo simile era già stato fatto l’anno scorso, ma si era tradotto in un incremento medio di un’ora di lavoro. Quest’anno, però, sono arrivate aperture da entrambe le parti politiche. Resta da vedere se queste proposte porteranno a un cambiamento significativo, dopo 37 anni di attesa.

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