Attentato a Ranucci, il legale di Lavitola: “Lui è sconvolto, con Sigfrido sono amici fraterni”
Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista, si trova attualmente sotto indagine per il presunto coinvolgimento nell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, avvenuto nell’ottobre scorso a Roma. L’avvocato di Lavitola, Sergio Cola, ha dichiarato che il suo assistito è sconvolto dalle accuse, sottolineando il legame di amicizia tra Lavitola e Ranucci.
Lavitola è accusato di essere il mandante dell’attentato, che ha portato alla distruzione di due autovetture e al danneggiamento del muro di casa di Ranucci. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi e dal sostituto procuratore Edoardo De Santis, hanno portato al sequestro di telefoni e computer di Lavitola.
Quattro persone, tra cui una coppia e un uomo ritenuto uno dei capi del gruppo, sono state arrestate come esecutori materiali dell’attentato. Un camerunense di 47 anni, Gomes Clesio Tavares, è accusato di aver fatto da intermediario tra Lavitola e i responsabili dell’azione. Secondo gli inquirenti, Lavitola avrebbe dato istruzioni a Tavares per reperire esplosivo e organizzare l’attentato.
Il movente dell’attentato è ancora oggetto di indagine. Le intercettazioni ambientali hanno rivelato che i membri del gruppo erano stati pagati per compiere l’azione. Ranucci è stato convocato in procura come testimone e ha dichiarato che gli inquirenti non escludono alcuna pista.
L’ordigno utilizzato nell’attentato era composto da gelatina da cava, un materiale esplosivo obsoleto ma altamente distruttivo. Le indagini hanno anche tracciato il percorso di una Fiat 500 X noleggiata in Campania, utilizzata dagli esecutori per compiere il sopralluogo e l’attentato.
