“Quanto mi costa?”, al via la raccolta firme per programmi elettorali trasparenti

Una nuova campagna, lanciata dalla Fondazione Luigi Einaudi e dall’economista Carlo Cottarelli, mira a promuovere la trasparenza nei programmi elettorali dei partiti. L’iniziativa, intitolata “Quanto mi costa?”, si propone di far conoscere non solo le promesse fatte dai partiti, ma anche i costi associati e le modalità di finanziamento.

Il disegno di legge sulla trasparenza dei programmi elettorali, presentato all’inizio della legislatura, non è stato ancora discusso in Parlamento. I promotori sottolineano che, durante le campagne elettorali, i partiti spesso avanzano proposte costose senza chiarire le relative coperture finanziarie. L’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha stimato che nei programmi elettorali del 2018 e del 2022 siano state presentate misure per un valore annuale tra i 140 e i 150 miliardi di euro, molte delle quali non sono state realizzate a causa della mancanza di risorse.

Il disegno di legge richiede che i programmi elettorali indichino obbligatoriamente i costi e le fonti di finanziamento, inclusa la possibilità di ricorrere al deficit. Cottarelli ha affermato che è legittimo dichiarare che le spese o i tagli fiscali saranno finanziati tramite nuovo debito, ma è fondamentale comunicarlo chiaramente. Inoltre, l’Ufficio parlamentare di bilancio sarebbe incaricato di valutare la sostenibilità delle stime presentate dai partiti.

L’iniziativa non intende limitare la libertà politica, ma fornire agli elettori strumenti per valutare la credibilità degli impegni. Modelli simili sono già in uso in vari Paesi, tra cui Paesi Bassi, Svezia, Australia e Canada. La campagna ha già ottenuto il sostegno di figure significative nel campo dell’economia, dell’informazione e della cultura, con l’obiettivo di rendere il confronto politico più responsabile e informare meglio i cittadini al momento del voto.

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