L’affetto, la folla, la lettera: il viaggio di Papa Leone a Lampedusa FOTO
Durante la sua visita a Lampedusa, Papa Leone ha reso omaggio alle vittime delle migrazioni e ha incontrato la comunità locale. Tra i momenti più significativi, la deposizione di fiori sulle tombe, il passaggio attraverso la Porta d’Europa e una preghiera sugli scogli affacciati sul Mediterraneo.
Un gesto emblematico è stato il dono di un pallone da parte di Leo, un bambino di dieci anni che, giunto sull’isola da neonato a bordo di un barcone, ha consegnato il pallone e una lettera al Pontefice. Nella lettera, Leo ha condiviso la sua emozione per l’incontro e ha raccontato la sua storia di migrazione, esprimendo il desiderio che il pallone possa portare gioia a un altro bambino.
Papa Leone, tenendo per mano una bambina migrante, ha proseguito il suo messaggio di accoglienza e solidarietà. Nel suo saluto alla comunità, ha sottolineato l’importanza dei gesti rispetto alle parole, affermando che la sua presenza era un segno della presenza di Cristo tra gli uomini. Ha evidenziato come i gesti umani necessitino di un cuore per essere autentici.
Le parole del Pontefice hanno richiamato l’operato dei volontari e degli operatori umanitari di Lampedusa, che negli anni hanno assistito migliaia di migranti. La storia di Leo, rappresentata dal pallone donato al Papa, è diventata un simbolo della visita e della solidarietà che caratterizza l’isola.
