A Gaza ora è emergenza sanitaria tra acque reflue e topi

A Gaza la situazione è drammatica e l’emergenza sanitaria è in aumento a causa delle condizioni di vita precarie. La popolazione vive tra le macerie, affrontando il caldo estivo in tende, spesso invase da topi e insetti. Molti cercano sollievo nel mare, ma le acque sono contaminate da scarichi fognari, aumentando il rischio di epidemie.

La crisi alimentare sembra essere superata, ma il vero problema è l’assistenza sanitaria. Gli ospedali, in gran parte distrutti, non possono fornire le cure necessarie. Recentemente, un gruppo di malati è riuscito a lasciare Gaza per ricevere trattamenti all’estero, portando il numero totale di palestinesi che hanno lasciato la Striscia per motivi umanitari a oltre 4.000 dall’inizio del cessate il fuoco.

Il Board of Peace, istituito dall’ex presidente americano Trump, ha annunciato la creazione di zone umanitarie nell’area controllata dall’esercito israeliano. La devastazione a Gaza è evidente, con città e quartieri completamente distrutti. Il Cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha descritto la situazione come insostenibile, confermando che molte aree non esistono più e che la spazzatura è ovunque.

Nel frattempo, il premier israeliano Netanyahu ha ripreso a parlare di un’eventuale emigrazione volontaria degli abitanti di Gaza, proposta che è stata respinta dalla comunità internazionale.

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