Speleologo incastrato a 120 metri di profondità in una grotta nel Cuneese

Un speleologo italiano è rimasto bloccato a 120 metri di profondità nella “Grotta dei Cinghiali Volanti”, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo. L’allerta è scattata nel pomeriggio e dalle 17 è in corso un intervento del Soccorso alpino e speleologico piemontese.

L’uomo è cosciente e collabora con i soccorritori, ma ha una gamba immobilizzata da un masso che si è staccato durante il suo passaggio. I compagni di escursione hanno subito dato l’allarme. La prima squadra di soccorso ha raggiunto l’infortunato e sta valutando le sue condizioni con personale sanitario specializzato in interventi ipogei.

Circa 42 unità del Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico, provenienti da Piemonte, Liguria e Lombardia, sono state mobilitate. Tra queste, ci sono otto sanitari e otto tecnici disostruttori, esperti nella rimozione di ostacoli in ambienti sotterranei complessi. È stata attivata anche una linea telefonica per mantenere i contatti con l’esterno.

I tecnici stanno lavorando su due fronti: ridurre le dimensioni del masso che blocca la gamba dell’uomo e allargare alcuni passaggi stretti della cavità per consentire il transito di una barella, se necessario. Non si esclude che l’operazione di recupero possa durare tutta la notte.

In supporto alle operazioni logistiche in superficie, sono stati attivati anche i vigili del fuoco volontari di Garessio e il nucleo Saf di Cuneo. La grotta, nota tra turisti e appassionati di speleologia nella zona carsica della Valle Tanaro, presenta caratteristiche che rendono l’intervento particolarmente delicato. Al momento non sono state diffuse ulteriori informazioni sulle condizioni cliniche dello speleologo, che continua a essere assistito dal personale medico del soccorso. Le operazioni proseguono senza sosta.

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