Ottant’anni di autonomia: molte donne al voto, poche le elette

Ottant’anni dopo il riconoscimento dell’autonomia speciale della Sicilia e il primo voto femminile del 2 giugno 1946, il panorama politico dell’isola mostra una crescente partecipazione delle donne, ma una rappresentanza ancora insufficiente. Alle prime elezioni del dopoguerra, il 86,2% delle elettrici siciliane si recò alle urne, superando la partecipazione maschile, ferma all’84,8%. Tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente, due erano siciliane: Ottavia Penna Buscemi e Maria Nicotra Fiorini.

Nonostante i progressi, la presenza femminile nelle assemblee elettive è aumentata lentamente. Nelle diciotto legislature dell’Assemblea regionale siciliana, sono stati eletti 1.389 deputati uomini contro solo 85 deputate, con le donne che rappresentano il 5,8% del totale. Questo dato evidenzia una concentrazione delle elezioni femminili negli ultimi decenni, con un incremento significativo solo dagli anni Novanta.

A livello nazionale, dal 1948 a oggi, sono state 243 le donne siciliane elette in Parlamento o all’Assemblea regionale, segno di una crescita costante, ma ancora lontana dalla parità. Le recenti elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 hanno visto 45 candidate sindaco, di cui solo 12 elette, con il 17% delle fasce tricolori conquistate da donne. Tra i risultati più significativi si segnalano le riconferme e le nuove elezioni di sindache in vari comuni.

A ottant’anni dal primo voto, le donne siciliane continuano a partecipare attivamente alla vita democratica, ma la sfida attuale è garantire una rappresentanza equilibrata nei luoghi decisionali, un indicatore cruciale della maturità della democrazia regionale.

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